L'ipertrofia Prostatica Benigna

L’ingrossamento di una porzione della prostata che prende il nome di Ipertrofia Prostatica Benigna non è condizione che precede una eventuale neoplasia prostatica in quanto l’ipertrofia prostatica non comporta, per definizione, la degenerazione in una patologia neoplastica.

Tuttavia entrambe le patologie possono tranquillamente coesistere traendo origine da porzioni prostatiche completamente differenti tra loro.

Prima che inizi a causare disturbi, è fondamentale per ogni soggettomonitorare lo stato e la salute della propria prostata.

Anche una sintomatologia blanda o appena accennata può tranquillamente rappresentare un segnale di un alterato stato del sistema urinario che con il passar del tempo può andare incontro a progressivi peggioramenti.

Dopo i 50 anni è mandatorio effettuare una visita urologica allo scopo di prevenire la possibile insorgenza di malattie prostatiche, in particolare dell’adenocarcinoma.

Andrebbe quindi eseguita una visita ogni 12 mesi proprio perché una corretta prevenzione consente di scoprire l’eventuale presenza di patologie allo stato iniziale permettendo quindi un trattamento più agevole ed efficace oltre che scongiurando il pericolo di dover intervenire in fasi dove ormai la situazione appare già molto compromessa.

Anche nel caso di patologie prostatiche, un’alimentazione equilibrata, povera di grassi saturi (in particolare di carne rossa) e ricca di frutta e verdura (ortaggi gialli, pomodori, peperoni ricchi di vitamine A, D, E e sostanze antiossidanti) risulta essere estremamente utile.

Uno studio relativamente recente eseguito negli Stati Uniti e riportato su Cancer Biomarkers & Prevention ha concluso che una dieta ricca di pesce(cibi con un’alta componente di grassi polinsaturi) consumata almeno tre volte la settimana diminuisce l’incidenza del tumore alla prostata.

È inoltre consigliabile assumere almeno 2 litri di acqua al giorno, anche fuori pasto, in modo da facilitare il flusso urinario. Attenzione invece al sale che, al contrario, comporta una maggiore ritenzione di liquidi.

Particolare attenzione andrebbe fatta riguardo l’assunzione della birra, in quanto il luppolo contenuto in alte dosi in essa può favorire la congestione prostatica.

Uno stile di vita appropriato contribuisce a vivere meglio e a combattere l’insorgere di molti disturbi, tra i quali l’infiammazione della ghiandola prostatica.

È inoltre consigliabile:

evitare di mantenere la posizione da seduti per tempi prolungati. In caso il lavoro costringa a mantenere questa posizione a lungo è consigliabile alzarsi a intervalli regolari per fare qualche passo;

nel caso il paziente fosse costretto a stare seduto in automobile, fermarsi frequentemente facendo una breve passeggiata;

preferire sicuramente il nuoto e camminate a sport troppo gravosi e stressanti.

L’infiammazione alla prostata può essere favorita dal costante uso di bicicletta, moto, motorini oltre che da sport come il canottaggio e l’equitazione, sport che possono causare notevole stress al pavimento pelvico.

Sovente i soggetti affetti da problemi alla prostata conducono una vita sessuale che può sicuramente risentire delle loro problematiche inerenti la prostata.

La vita sessuale di chi è affetto da patologia prostatica non dovrebbe risentire di tutto ciò anche se spesso il vissuto sessuale del paziente può essere pervaso da ansie, timori, senso di inadeguatezza che possono alla lunga comportare una sorta di problema psicologico, mettendo a rischio anche la relazione.

Il ruolo del partner in tutti questi casi risulta essere di particolare importanza: è necessario infatti vivere la situazione serenamente, come un momento da superare insieme senza farsi assaltare da timori o eccessive insicurezze, rimanendo comunque saldi nel loro affetto e nella relazione in generale.

Per consentire una attenta e precoce diagnosi delle affezioni prostatiche è estremamente importante eseguire a intervalli regolari alcuni esami a partire dai 40 anni.